C H A R I T A S

N. S. ANNO XXXIV - N. 11-12 - NOVEMBRE-DICEMBRE 1999

 

 


in questo numero

Dopo il Congresso, di L. M.

Decreto di nomina della Presidente Nazionale

La riunione del Consiglio Nazionale T.O.M.

Lettera della Presidente Nazionale, GABRIELLA TOMAI

Progetto unitario del Terz'Ordine dei Minimi

Scheda n. 3: Carità

Il Giubileo dei Laici Minimi, di P. CATALDO Di MAIO

Il " fuoco " nella Sacra Scrittura e nella vita di San Francesco di Paola (I), di ANTONIO CARIATI

Fondazione del III Ordine dei Minimi a Toronto, di BRUNO PAVAN

Notizie " Minime "

I nostri morti

Indice generale dell'annata 1999

 


Dopo il Congresso

Dopo aver preso visione degli " Atti " dell'ultimo Congresso Nazionale TOM, forse si saranno fatti nuovamente presenti l'atmosfera, la carica progettuale e anche il proposito di un rinnovato impegno, che hanno caratterizzato le giornate di Sacrofano. Come sarà, allora, per tutti noi questo dopo Congresso?

Un'indicazione precisa e autorevole ci viene dall'ormai vicino Capitolo Generale del Primo Ordine, il quale sarà celebrato avendo come suo tema: "Identità e missione dei Minimi all'inizio del III Millennio dopo 500 anni di storia: religiosi e laici assieme con l'unico carisma per la stessa missione".

Il Terz'Ordine, perciò, è invitato a privilegiare, nella sua riflessione e nelle sue scelte, un rinnovato rapporto con il Primo Ordine, che si lasci alle spalle prospettive che siano troppo riduttive o penalizzanti rispetto a un'ormai più matura consapevolezza di cosa comporti essere laici minimi.

Se nel Congresso del TOM la parola cardine è stata quella della prolezia minima, il nostro compito si fa ora quello di ricercare, per tale profezia, luoghi, ambiti, modi nei quali esprimersi, attraverso un rapporto alto e qualificato con il Primo Ordine.

L. M.

 

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Curia generalizia dell'Ordine dei Minimi

Prot. N. 198 TZ 10/99

DECRETO

NOI

FR. GIUSEPPE FIORINI MOROSINI

CORRETTORE GENERALE DELL'ORDINE DEI MINIMI

Visto il risultato delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale del Terzo Ordine in Italia, che ha votato e presentato la terna dei nomi per la scelta del Presidente Nazionale, composta dai Signori: GABRIELLA TOMAI, FAMULARO GASPARE, SACCOTELLI ANTONIETTA;

* visto l'articolo n. 47 delle Costituzioni del TOM; * udito il parere del Consiglio Generalizio; nominiamo la dottoressa

TOMAI GABRIELLA

Presidente Nazionale del Terzo Ordine in Italia

per il triennio 1999-2002.

Con la benedizione del comune Padre S. Francesco.

Roma, dal nostro Convento Generalizio di S. Andrea delle Fratte, 9 agosto 1999.

p. Francesco Lenti

Segretario Generale

p. Giuseppe FIORINI MOROSINI

Correttore Generale

 

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LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE T.O.M.

(Roma-Eur, 18-19 settembre 1999)

]I giorno 18 settembre 1999 alle ore 16.00, presso il Convento dei Padri Minimi sito a Roma-Eur, si è riunito il Consiglio Nazionale del Terz'Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola.

Sono presenti il Padre Delegato Generale, P. Leonardo Messinese, la Presidente Nazionale, Gabriella Tomai e i Consiglieri Nazionali Adriana Fortini, Franco Rocchetti, Anna Maria Pennino, Pippo Gatto, Antonietta Saccotelli. Assente giustificato Gaspare Famularo.

L'ordine del giorno reca:

1. Insediamento del Consiglio e distribuzione degli incarichi.

2. Verifica del Congresso Nazionale e spunti di rifiessione programmatica per il triennio 1999/2002.

3. Partecipazione al Capitolo Generale dell'Ordine.

" Instrumentum Laboris ". Riflessione e discussione ai diversi livelli ed elaborazione del relativo documento.

4. Il Giubileo dell'anno 2000.

5. Questioni pratiche: censimento, cassa, il Charitas.

6. Varie ed eventuali.

L'incontro comincia con un momento di preghiera comunitaria e di meditazione personale nella cappella del Convento. Si passa, successivamente, nella sala riunioni, dove la Presidente Nazionale Gabriella Tomai, verificata la presenza della maggioranza dei Consiglieri, dichiara insediato il Consiglio al quale augura un cammino di crescita secondo un modo e uno stile che lo deve contraddistinguere: la preghiera, innanzitutto, poi tanta disponibilità e capacità di confrontarsi ispirati alla carità.

Non siamo migliori degli altri, ma siamo chiamati ad aiutare gli altri a fare un cammino. Sentiamoci grati al Signore per la - chiamata " a vivere tale esperienza Il Consiglio, che è momento di comunione tra i vari rappresentanti delle fraternità, è Grazia di Dio, la preghiera è la forza animatrice di tale comunione.

La Presidente invita, quindi, a verificare il 2' punto dell'ordine del giorno e a comunicare le proprie valutazioni. Risulta quanto segue.

Il Congresso Nazionale è stato un momento di verifica importante per ogni fraternità. Il terziario, avviato ormai a prendere coscienza della propria identità, deve ora superare questa fase, per capire cosa vuoi dire incarnare il carisma " attraverso nuove piste di riflessione. Si devono recuperare i terziari più tiepidi con incontri più frequenti, oltre le consuete riunioni, per imparare a pregare e a fare comunione; preparare una linea formativa unitaria attraverso una documentazione di supporto da inviare in ogni comunità; condividere il cammino con il l' Ordine: la completezza del Carisma, precisa la Presidente, si realizza facendo comunione con tutti e tre i rami dell'Ordine; comunione In tesa come proposta di amore e di dono nei confronti degli altri.

L'incontro prosegue con la stesura delle linee programmatiche per il triennio 1999/2002, fissando, innanzitutto, l'obiettivo, i contenuti e gli strumenti.

Obiettivo: Aiutare i terziari a comprendere il senso della comunione e a vivere e crescere in quest'ottica

Contenuti: Antropologico Cristologico Ecclesiologico - Minimo.

Strumenti: Preghiera, Parola, Sacramenti, Animazione, Condivisione, Riflessione, Festa.

Il Consiglio riprende i lavori la mattina del 19 settembre alle ore 9.30, per esaminare il 3' punto all'ordine del giorno. Al fine di meglio preparare la partecipazione del T.O.M. al Capitolo Generalizio dell'Ordine, sarà inviato a ciascuna fraternità il questionario B dell'- lnstrumento Laboris ", le cui risposte dovranno pervenire presso la segreteria nazionale entro la fine del mese di novembre 1999.

Con il 5 punto all'ordine del giorno: questioni pratiche, si affronta il problema di porsi l'obiettivo di costruire una " Casa del Terz'Ordine " perché diventi sede delle varie riunioni, e anche di ritiri e/o di esercizi spirituali. Si pensa, inoltre, di acquistare un computer per ottimizzare il lavoro del Consiglio e si discute, infine, su come rivalutare il Charitas, viste le attuali scarse adesioni di abbonamento.

A chiusura dell'incontro sono stati distribuiti gli incarichi ai vari Consiglieri, ripartiti come di seguito:

Segretaria Nazionale: Antonietta Saccotelli

Economo: Franco Rocchetti

Delegata di Formazione: Adriana Fortinì

Delegato stampa: Pippo Gatto

Pastorale giovanile: Anna Maria Pennino

Funzioni organizzativi per il Giubileo: Gasperino Famularo

ATTENZIONE!

Rinnovate tempestivamente l'abbonamento al " Charitas ".

La quota per il 2000 è di L. 25.000.

Inviateci in tempo utile " Notizie Minime ".

Aggiungete L. 20.000 per ciascuna fotografia.

 

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Lettera della Presidente Nazionale

 

Taranto, 20.9.1999

A tutte le Fraternità

ai Presidenti e Consigli Provinciali

e p.c.

al Rev.mo P. Generale

al Rev.do P. Delegato Generale TOM

ai M.R.PP. Provinciali e loro Delegati TOM

Loro sedi

Carissimi fratelli e sorelle,

è con profonda gioia che saluto ciascuno di voi all'inizio, delle attività della nostra associazione, fissato per il 29-settembre, festa di san Michele Arcangelo, patrono dell'Ordine.

Sappiamo bene che la fissazione di una data di avvio ogni anno ha un valore puramente convenzionale, atteso che non può parlarsi di una feríalità della vita cristiana e tantomeno dell'appartenenza ad una associazione, quale la nostra, che non ci chiede in primo luogo l'adempimentu di iniziative o di attività, ma soprattutto un cammino interiore di crescita nella fede, di modificazione radicale della nostra stessa persona. In questa prospettiva anche il tempo estivo, se vissuto bene, è occasione propizia per ritemprare le forze dello Spirito per vivere spazi e tempi dedicati a Dio, lontani dagli affanni e dalle attività quotidiane.

Spero che per ciascuno di voi vi sia stato questo tempo dello Spirito e che dunque tutti siamo pronti a racco gliere la sfida di un nuovo anno, peraltro diverso, carico di particolari significati perché caratterizzato dalla celebrazione di un evento straordinario per la Chiesa: il Giubileo dell'Anno 2000.

Abbiamo atteso questo momento ed ora che è così vicino quasi temiamo di non essere pronti, di non. riuscire a cogliere il dono, la Grazia che questo evento vuole comunicarci.

E' importante dunque che ci soffermiamo sui significari di questo Giubileo, di questo fare memoria della venuta di Cristo nella storia e di prepararci a gustare la Novità di questo annuncio ed a fare esperienza della Sua presenza ogni giorno, nella nostra storia e nella storia del mondo. E' Gesù il centro della nostra vita e, in partícolare nell'anno giubilare, siamo invitati a vivere più intensamente la sua presenza nel sacramento dell'Eucarestia, fonte di vita nuova per ciascuno di noi e per le nostre comunità.

Siamo chiamati a far scaturire dalla fonte Eucaristica una più autentica Vita di Comunione, per rendere viva e palpitante la Carità di Cristo in noi ed in quest'ottica siamo chiamati all'esperienza della Riconciliazione, come impegno di ritorno a Dio e come cammino di accoglienza dei fratelli.

Ma soprattutto, in questo anno giubilare, siamo chiamati a riflettere sul mistero della SS. Trinità, ad entrare nel mistero a partire dal Figlio, per scoprire il volto del Padre nell'Amore dello Spirito Santo. Siamo dunque chiamati a penetrare il mistero dell'Amore ed a guardare la Trinità come modello di relazioni fra persone che può motivare un giusto modo di comprendere la società e soprattutto la Chiesa.

Consapevoli di questi inviti, come TOM abbiamo pensato di porre al centro del nostro cammino proprio la Comunione ed in questo senso si esprime il progetto triennale che vi allego e che si pone in continuità con quello sviluppato - almeno spero - da tutte le fraternità e province nello scorso triennio.

Il nostro cammino, dunque, prosegue nella fedeltà alla Chiesa ed all'Ordine, consapevoli di una crescita che è in atto, pur con gli inevitabili errori e limiti di ciascuno.

Siamo grati al Signore di questo cammino, siamo grati di averci dato modo di incontrarci e vivere insieme il Congresso Nazionale nel giugno scorso, durante il quale importanti spunti di riflessione sulla nostra identità e missione sono stati posti all'attenzione di tutti ed abbiamo avuto modo di sperimentare che il progresso del nostro TOM passa inequivocabilmente attraverso la scelta personale di ognuno di noi di vivere nella Verità e nella Carità, con l'apertura del cuore alla comprensione ed al perdono reciproco affinché possiamo essere e sentirci davvero una cosa sola in Cristo Gesù.

Auguro a tutti noi di poter vivere profondamente queste realtà evangeliche affinché questo Anno Giubilare sia davvero vissuto nella pienezza della novità evangelica e porti alle nostre vite il segno della gioia piena del Signore Risorto.

GABRIELLA TOMAI

Presidente nazionale TOM

 

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PROGETTO UNITARIO

DEL TERZ'ORDINE DEI MINIMI

Triennio 1999-2002

 

In continuità con il piano di lavoro inviato nel precedente triennio si ribadisce la seguente

META GENERALE

Vivere pienamente e radicalmente il carisma penitenziale minimo nel mondo, con fedeltà al Vangelo e alla S. Regola.

E dunque essere adulti nella fede, entusiasti testimoni della vita laicale minima, vivendo la vita fraterna in gruppi (fraternità) uniti dalla carità, aperti al servizio, ecclesiale ed alla missione ovunque si viva e si operi. Il fondamento di questa identità consiste in una spiritualità centrata sulla persona di Cristo e vissuta lasciandosi plasmare dallo Spirito per interiorizzare e dunque esprimere i valori tipici del carisma penitenziale.

* * *

Premessa: Viene riaffermato l'obiettivo Formativo che abbiamo perseguito in modo particolare in questi ultimi anni. La Formazione è esigenza insostituibile e per la sua realizzazione e qualificazione vanno spese tutte le energie a disposizione.

Obiettivo, specifico per il triennio: La Comunione.

Aiutare i terziari a vivere il senso della Comunione come dono di grazia e manifestazione della Carità, sviluppando la capacità di incontro e di ascolto reciproco, fondando la propria vita personale e comunitaria sulla partecipazione alla vita di Cristo e dunque all'esperienza dell'Amore oblativo, per essere capaci di gesti di fraternità e di servizio.

* * *

Contenuti: Antropologico: Dall'esigenza umana della socialità e della condivisone alla scoperta della Comunione come dono che sublima e perfeziona i rapporti amicali.

Cristologico - riferimenti Evangelici: Gesù modello di Comunione col Padre nello Spirito (Mt. 11, 25-, Gv. 11,41; Lc. 23,46). Il sacrificio eucaristico.

Ecclesiologico: La Chiesa primitiva (Atti degli Apostoli). Il Concilio Vaticano Il (Lumen gentium). Documenti del Magistero: Comunione e Comunità

Carismatico minimo: Il valore della Riconciliazione, La Regola e le Costituzioni.

Vita dí comunione: Preghiera, Parola, Sacramenti, Animazione, Condivisione, Riflessione e Festa.

Sulla scorta di queste indicazioni ciascuna provincia e fraternità potrà elaborare piani di lavoro che anno per anno ci condurranno unitariamente all'approfondimento dei temi suggeriti.

Ricordiamo che i progetti dovranno tendere ad una modificazione di atteggiamenti personali e comunitari nell'ottica di una reale esperienza di comunione e di Fraternità.

Come primo sussidio invieremo presto una riflessione sulla Carità [v. la Scheda.]. Per il resto si consiglia di leggere e sviluppare in Fraternità la Lettera pastorale del Cardinale Carlo Maria Martini 1999-2000: "Quale Bellezza salverà il mondo? ".

Con l'augurio di un proficuo lavoro.

La Presidente ed il Consiglio nazionale

 

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Scheda n. 3

CARITA'

OBIETTIVO: Scoprire il valore della carità intesa come infinito amore che Dio ha per l'uomo e donazione dell'uomo di se stesso.

Quando ci metteremo in preghiera per contemplare il mistero di Dio fatto uomo, Gesù Cristo; quando libereremo il nostro cuore da ogni inutile affanno e preoccupazione per far posto solo a Dio e alla sua voce che ci chiama; quando accoglieremo, conforteremo e cureremo anche il più piccolo dei nostri fratelli scopriremo la bontà e l'amore infinito e gratuito di Dio verso l'uomo.

 

FONDAMENTI BIBLICI

 

 

- ANTICO TESTAMENTO

Dio Padre ama l'umanità

Osea 11, 13

"Quando Israele era giovanotto io l'amai, e dall'Egitto chiamai mio figlio... A Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano. Ma essi non compresero che mi prendevo cura di loro. Io li guidavo con legami di bontà, con vincoli d'amore; ero per loro come chi si porta un bimbo alle guance, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare ".

 

Ez 4, 22

"Israele è il mio figlio primogenito".

 

Dt 4, 37

" Ha amato i tuoi padri, ha scelto la loro posterità, ti ha fatto uscire dall'Egitto ".

 

Dt 7, 6-8

"Il Signore vi ha scelti, ... vi ama perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri ".

 

Nuovo TESTAMENTO

Manifestazione dell'Amore Divino

Giovanni 3,16

Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna.

Matteo 3, 17

Ed ecco una voce dal cielo che disse: " Questi è il Figlio mio prediletto nel Quale mi sono compiaciuto ".

Luca 15, 24

... suo figlio era perduto ed è stato ritrovato...

Matteo 6,26

" Guardate gli uccelli del cielo... il Padre vostro celeste li nutre ".

Gesù fa conoscere l'amore del Padre

Giovanni 15, 9

"Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi ".

Giovanni 15,15

"Vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi ".

Giovanni 15,13

" Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici ".

Il cristiano " imitatore " di Dio

Prima lettera ai Corinzi (13, 1-13)

" Se parlo le lingue degli uomini e anche quelle degli angeli, ma non ho amore, sono un metallo che rimbomba, uno strumento che suona a vuoto.

Se ho il dono di essere profeta e di conoscere tutti i misteri, se possiedo tutta la scienza e anche una fede da smuovere i monti, ma non ho amore io non sono niente.

Se do ai poveri tutti i miei averi, se offro il mio corpo alle fiamme, ma non ho amore non mi serve a nulla.

Chi ama è paziente e generoso. Chi ama non è invidioso, non si vanta, non si gonfia di orgoglio.

Chi ama è rispettoso, non cerca il proprio interesse, non cede alla collera, dimentica i torti.

Chi ama non gode dell'ingiustizia, la verità è la sua gioia.

Chi ama tutto scusa di tutti ha fiducia, tutto sopporta, mai perde la speranza.

L'amore non tramonta mai: cesserà il dono delle lingue, la profezia passerà, finirà il dono della scienza.

La scienza è imperfetta, la profezia è limitata, ma verrà ciò che è perfetto ed esse svaniranno.

Quando ero bambino parlavo da bambino, come un bambino pensavo e ragionavo.

Da quando sono un uomo ho smesso di agire così. Ora la nostra visione è confusa, come in un antico specchio; ma un giorno saremo faccia a faccia dinanzi a Dio. Ora lo conosco solo in parte, ma un giorno lo conoscerò come Lui mi conosce.

Ecco dunque le tre cose che contano: Fede, Spei-anza, Amore, ma più grande di tutte è l'Amore ".

1 Giovanni 4,16

"Chi dimora nell'arnore dimora in Dio e Dio in lui ".

Matteo 22, 30-34

" Allora i farisei, udito che Egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: -Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?". Gli rispose: 'Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso' ".

Romani 13,8-10

"Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge...

L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l'amore".

Giovanni 4,8-16

" Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è Amore...

Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui ".

Luca 11, 2

" Quando pregate dite: Padre... ".

 

ELEMENTI DI SPIRITUALITA' MINIMA

San Francesco Di Paola

Dall'Anonimo

" Frate Francesco da Paola, non si rese mai meritevole di riprensione alcuna, anzi cresceva, di giorno in giorno, in età, sapienza e buoni costumi dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini; sicché quanti l'osservavano ne restavano ammirati, considerando in cuor loro che qualcosa di grande si sarebbe verificata in seguito nella vita del giovane ".

" Molti, poi, appartenenti a diverse classi sociali, andavano a visitarlo per ascoltare e seguire i suoi consigli, sia per cose spirituali che per quelle materiali e ne tornavano consolati. Poiché Dio cominciava ad esaltare il suo Servo, questi operava tanti prodigi... ".

" Aveva un'umiltà così grande, che desiderava essere comandato anziché comandare; e nell'adoperarsi ai bisogni di ciascuno dimostrava di operare per puro amore di Dio. Era straordinariamente umile; perciò amava frequentare i semplici, i piccoli più che i grandi ".

" Agiva con tanta prudenza, che nessuno riusciva a dargli biasimo per alcuna cosa; chi è custodito da Dio ha la migliore protezione ".

" Esternamente sembrava grasso, mentre in realtà era ossa e pelle. Da ciò si poteva argomentare che in Lui risplendeva la grazia di Dio ".

" Le sue opere buone le faceva in segreto... ". " Era benigno e servizievole con tutti, sia con i secolari che con i suoi stessi religiosi.

Cercava di scusare i colpevoli.

Richiamava gli ostinati con parole dolci e altri buoni espedienti. Amava quelli che lo perseguitavanopiù degli altri, dando loro prova di affetto più che a coloro i quali lo lodavano o cercavano di adularlo. Non parlava mai male di nessuno...

Odiava il vizio di tagliare i panni addosso e allontanava i maldicenti scusando quelli dei quali sparlavano; provava un vero godimento nell'ascoltare coloro che parlavano bene degli altri ".

" In tutte le sue azioni aveva sempre sulle labbra la parola carità, dicendo: Facciamo, per carità; andiamo' per carità ".

" Egli possedeva lo zelo degli Apostoli. In tutte I e sue attività cercava solo la gloria di Dio e la salvezza dei poveri peccatori ".

" Egli volle osservare e custodire la legge naturale,

i comandamenti di Dio dell'antica e nuova legge; cercò di amare e onorare Dio col cuore, con le labbra e con le opere, di servirlo e obbedirlo con tutti i sensi e con tutta la sua mente ".

PRIMO ORDINE

I Regola

Capitolo primo

1. Anzitutto, fratelli carissimi, non dimenticate che bisogna conoscere e osservare con somma diligenza i comandamenti di Dio, affinché amando Dio con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta l'anima e con tutte le forze, e il prossimo come se stessi, possiate conseguire il frutto della vita eterna.

Capitolo nono

34. Tuttavia gli ospiti siano accolti con cuore gioioso e con volto sereno; di essi abbia cura soltanto

colui che il Padre avrà designato, tenendo conto che egli rende un servizio a Dio e non agli uomini; dice infatti il Signore: Chi accoglie voi accoglie me, e altrove: Quanto avete fatto ad uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatto'a me.

Capitolo decimo

38. Perdonatevi scambievolmente in modo tale da dimenticare il torto ricevuto.

... Allontanate, dunque, l'ira... chi invece ha carità rigetta ogni vendetta.

Capitolo undicesimo

40. ...anzi umilmente si stimino a vicenda nella carità, e siano modesti, mansueti e umili, trattando con tutti onestamente e castamente.

 

II Regola

Capitolo primo

3. ...si adoperino a conoscere e osservare diligentemente i divini precetti, ... amando Dio prima e al di sopra di ogni cosa con tutto il cuore e con tutte le forze, e il prossimo come se stessi.

4 Procurino, poi, di osservare i precetti generali della Chiesa; ... osservare gli altri consigli evangelici. Ouando avranno adempiuto tutto questo, si ricordino che sono servi inutili...

 

III Regola

Capitolo quarto

29. Infine si esortino i frati a essere benigni, modesti ed esemplari; a non giudicare gli altri ma se stessi; ad attendere all'orazione anche durante il tempo libero, e a fuggire il troppo parlare.

TERZ'ORDINE

I Regola

Capitolo primo

1. ...Perciò, innanzitutto, siete esortati ad osservare fedelmente i precetti di Dio e della santa Chiesa, ad onorare con devota riverenza l'unico Dio in tre Persone, ad amarlo con tutto il cuore e con tutte le forze sopra ogni cosa.

4. Inoltre, animati dalla virtù dell'umiltà, tratterete con ogni riguardo i genitori e le persone con le

quali avete un vincolo spirituale...

Allontanerete da voi ciò che può arrecare male al vostro fratello, vi prodigherete nell'istruzione sapiente di coloro che sono affidati alle vostre cure, affinché sappiano bene operare, come pure non nutrirete sentimenti di odio, rancore e sdegno.

Direte bene di coloro che dovessero parlar male di voi e pregherete per coloro che dovessero farvi del male.

Capitolo quinto

15. Inoltre, tutti voi, secondo le vostre possibilità, compirete le pie opere di misericordia a favore dei poveri, degli orfani, delle vedove e degli invalidi.

Capitolo settimo

20. Inoltre, tutti voi, Correttori e Correttrici di questa congregazione, farete di tutto per comporre

ogni sorta di liti che potessero sorgere tra i fratelli e tra le sorelle, e li condurrete amorevolmente alla vera conco rdia e alla pace. Avrete poi amore scambievole tra tutti.

 

COSTITUZIONI

Capitolo primo

1. I suoi membri si impegnano a tendere alla perfezione cristiana (della carità) vivendo il Vangelo, nel proprio stato di vita, secondo lo stile semplice, umile e penitente del Fondatore, osàèrvando la S. Regola e animando aggiornata nelle Costituzioni e Direttorio

il mondo con l'apostolato della carità operosa.

3. La spiritualità del Terz'Ordine attinge a quella del I e il Ordine, con l'obiettivo di esprimere nella vita dei suoi membri

a) il primato di Dio;

b) l'umiltà della mente, del cuore e della vita;

c) la carità verso i fratelli con impegno operoso.

Capitolo terzo

19. Il terziario minimo si sforzerà di accogliere senza riserve l'appello di Cristo alla sincera conversione, sì da rendere più credibile la propria vita e più feconda di bene l'azione apostolica.

20 f) Egli, vivendo nel mondo, deve manifestare con la sua vita privata e pubblica e con l'esercizio del

proprio lavoro, la scelta prioritaria di Dio, soprattutto, rispetto al denaro: " Felici coloro i quali pongono attenzione a una coscienza pura piuttosto che alle ricchezze ".

22. I terziari sono i primi collaboratori nell'attività apostolica dell'Ordine.

23. I terziari hanno per loro primo apostolato specifico la promozione della sincera conversione e della effettiva penitenza.

25. Spiegheranno il nesso tra l'ascesi e la carità esercitandosi per primi nella carità operosa, specialmente verso i più poveri ed emarginati, prestandosi magari nel volontariato.

Capitolo quarto

55. Il Consiglio e il relativo Presidente incarnino e promuovano la comunione tra i fratelli, tra le fraternità, e tra esse e gli altri membri della Famiglia Minima. Si preoccupino che nell'ambito delle Fraternità regnino carità e pace.

57. Il coordinamento, che è responsabilità specifica dei Presidenti e dei Consigli, si realizzi in spirito di servizio e di comunione.

58. L'avvicendamento, in linea con la spiritualità " minima ", avvenga in uno spirito di servizio, di umiltà, di disponibilità e carità.

 

DIRETTORIO

Parte seconda

20. Il terziario minimo singolarmente e in gruppo opterà sempre per un apostolato che sia in sintonia,

con la sua spiritualità, ... e si adopererà per l'integrále promozione umano-cristiana di quanti potrà avvicinare in umiltà e fraterna carità.

25. La persona e il messaggio di penitenza, umiltà e carità di S. Francesco da Paola devono stimolare i terziari a dare costantemente un loro valido contributo per la formazione di una civiltà nuova in cui la promozione dell'uomo, la corresponsabilità e la carità fraterna siano una realtà viva e operante.

29. Chiamati a una vitale unione con Cristo e ad essere testimoni di realtà soprannaturali, si accostino periodicamente alle sorgenti della grazia, specialmente a quelle della Riconciliazione e dell'Eucarestia... me mori che la vita eucaristica è fonte di carità verso Dio e verso il prossimo.

 

DOMANDE PER UNA RIFLESSIONE PERSONALE E COMUNITARTA

1) Abbiamo imparato a considerarci " figli di Dio " perché così ci hanno insegnato, o perché ne siamo diventati pienamente coscienti?

2) Quando abbiamo incontrato Dio, cosa è cambiato nella nostra vita?

3) Consapevoli di essere figli di Dio quali sentimenti nutriamo nei suoi confronti? Accettiamo con gratitudine quello che il Padre ci concede e con serenità ciò che non è possibile evitare?

4) Ci affidiamo a Dio o ci lasciamo prendere da paure o angosce?

5) Mettiamo a frutto i doni da Lui ricevuti sforzandoci di capire ciò che Dio vuole da noi?

6) Cosa fare per essere meno egocentrici e più " gente che medita "? Sentiamo profondamente che gli altri sono nostri fratelli? In che modo il TOM ci aiuta?

7) Quali elementi della nostra spiritualità fanno riferimento alla paternità di Dio e come vivi tu e l'intera fraternità questa figliolanza sì da essere testimone del suo amore?

8) Quali aspetti della carità vengono vissuti maggiormente nella nostra fraternità e quali altri devono essere coltivati o rafforzati? Come?

 

ESPERIENZE DA VIVERE

Incontri di vita comunitaria dove fare esperienza di amore vicendevole.

Missione: formare dei terziari promotori dell'annuncio della parola di Dio presso le famiglie della parrocchia e del quartiere.

Incontri con altri gruppi della parrocchia e non, per confrontarsi e meditare la parola di Dio.

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Il Giubileo dei Laici Minimi

di P. Cataldo Di Maio

La Grande Festa Giubilare del 2000, co sì meticolosamente preparata in questo ultimo decennio del XX secolo, ormai lasciato per sempre alle nostre spalle, è per tutti i credenti un tempo favorevole per ristudiare la figura di Gesù di Nazaret, l'uomo più famoso di tutti i tempi, e chiedersi: chi è Lui per me? lo conosco abbastanza? lo amo e servo come è dovere di ogni cristiano? che cosa intendo fare in quest'anno di grazia per convertirmi a Lui, cioè conformarmi alla sua immagine di luce per poi rifletterla sugli altri?

Ad aiutare i Laici Minimi a porsi simili domande e a rispondervi adeguatamente, vengono incontro le seguenti riflessioni.

Conoscere Gesù cercandolo

Non si sa abbastanza di Lui. Anche i più alti ed impegnati studiosi di Cristologia sono alla continua ricerca di nuove conoscenze ed approfondimenti sulla sua vicenda storica, dottrina, personalità e riflessi culturali e religiosi sulla società civile e sulla Chiesa.

A maggior ragione dovrebbero ricomprendere il pensiero e l'opera del Redentore tutti gli altri cristiani, ca renti talvolta di nozioni basilari sul cristianesimo e il suo Fondatore.

I sussidi didattici a tale scopo sono tanti, ma quelli che devono essere alla portata di tutti come un pane quotidiano necessario ed indispensabile per sfamare mente e cuore sono: la Bibbia e il Catechismo della Chiesa Cattolica.

Le Sacre Scritture, come è noto, hanno al loro centro il Cristo, che nell'Antico Testamento viene preannunziato e nel Nuovo raccontato. E come giustamente afferma S. Girolamo: " L'ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo ". Così è altrettanto vero che la conoscenza di esse ci porta a formare l'identikit di Gesù e ad entrare nel suo mistero.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica costituisce poi una specie di " summa teologica ", cioè una bella sintesi di quanto la Tradizione, la Patristica e il Magistero della Chiesa ci hanno tramandato e insegnato su di Lui.

L'anno giubilare, nel tentativo di una rinnovata appropriazione della nostra fede, deve stimolarci a ricorrere ai predetti mezzi di conoscenza del Cristo, con animo lieto e pronto perché " chi cerca trova ".

E' auspicabile che tutti i Laici Minimi, sia privatamente che nelle riunioni di Fraternità, leggano i Sacri Testi specialmente nella modalità della " lectio " (lettura, meditazione, contemplazione e preghiera), rilevando in essi i riferimenti immancabili al Cristo Redentore.

Altresì vengano studiati dai medesimi questi capitoli del Catechismo che riguardano la figura del Salvatore nel mistero della sua incarnazione e delle conseguenze ad esso legate, come la fondazione della Chiesa.

Crescere in Gesù incontrandolo

" Dio si è fatto come noi per farci come Lui ": è la verità dommatica attorno alla quale ruotano tutte le celebrazioni dell'anno giubilare, le quali invitano i credenti alla riconciliazione mediante la conversione.

Si tratta concretamente di realizzare u n processo di crescita e di maturazione neIla fede e nell'amore, che in tal modo ci trasforma in Lui, fonte e principio di ogni mutamento spirituale.

E si sa che per crescere e maturare nello spirito, si deve operare come avviene nel corpo; nutrirsi dei cibi più adatti allo sviluppo. Così Gesù, cibo della Parola e dei Sacramenti, è il nutrimento più idoneo per la nostra crescita che è conversione, cioè trasformazione in Lui. Come?

Incontrandolo nei " segni sacri " (Sacramenti), tra i quali emergono l'Eucarestia e la Riconciliazione, da riscoprire, rivalutare e sperimentare.

Il Giubileo sarà per qu esto ricco di appuntamenti eucarístici (vedi il congresso internazionale a Roma) e di celebrazioni penitenziali, condizioni essenziali per acquistare anche l'indulgenza.

Il Terziario Minimo, sollecitato dall'amore del suo Fondatore verso questi due Sacramenti, viva attivamente ed intensamente la Liturgia (azione sacra), specialmente quella che li riguarda, con una preparazione e frequenza attiva e responsabile.

Amare Gesù servendolo

E' ancora viva dinanzi ai nostri occhi l'immagine di Maria Immacolata " serva del Signore ", festeggiata liturgicamente l'8, dicembre. Ella ha risposto al dono della "pienezza di grazia " con la fede e l'amore come servizio a Dio e ai fratelli, consacrando totalmente se stessa al progetto del Padre di essere " santi e immacolati nella carità ".

Essere " servi di Dio " nella Bibbia come Abramo, Mosè, Gesù e Maria, equivale a compiere una missione fedelmente, rinunziando a se stessi per amore. Si tratta così di un amore penitenzíale che chiamiamo Carità o Agàpe, di cui Francesco di Paola fu specchio genuino per tutta la sua vita, inculcandolo anche ai suoi figli spirituali.

La Chiesa ha parlato sempre con il linguaggio della carità e parla oggi in modo insistente nell'occasione del Grande Giubileo, invitando tutti, anche in vista dell'acquisto delle indulgenze, ad impegnarsi concretamente per il servizio dei fratelli, specialmente dei più bisognosi.

Il discorso dell'Amore è anche quello del perdono. E la Chiesa ne ha dato l'esempio, chiedendo nella voce del Papa di essere perdonata per gli errori storici del passato, invitando tutti alla riconciliazione.

In questo clima di tensione alla rappacíficazione, i Laici Minimi devono sentirsi stimolati, anche in forza della loro spiritualità penitenziale, a compiere uno sforzo di reciproca riconciliazione, perdonandosi a vicenda, per poi tutti uniti programmare e realizzare le opere di misericordia verso i bisognosi.

Riconciliarsi è dimenticare i torti ricevuti (e chi è che non ne ha fatto l'esperienza?), perdonando e " perdonando di cuore " come insegna il Vangelo, se vogliamo poi essere perdonati dal Padre per le colpe commesse verso di Lui.

Programmare e realizzare le opere di misericordia, ricordiamolo bene, comporta sacrificio, rinunzia, da accettare con gioia (" Dio ama chi dona con gioia "), se vogliamo essere gli araldi della carità penitenziale.

Concludendo. Vivremo bene quest'anno di grazia, se prenderemo sul serio i tre impegni suaccennati e suggeriti dalla Chiesa, di conoscere, incontrare e servire Gesù.

In tal modo i Laici Minimi vivranno intensamente il loro carisma ispirato al loro Santo Fondatore, definito da Alessandro VI: " Ardentissimo imitatore del Santissimo Redentore ".

Quale occasione unica ed irripetibile ci offre l'Anno Santo per rilanciare e rinnovare la nostra famiglia " minima "! Non facciamocela sfuggire.

 

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Il " fuoco " nella Sacra Scrittura

e nella vita dì San Francesco di Paola (1)

di Antonio Cariati

 

Il fuoco è uno dei quattro elementi essenziali della natura. Ci scalda, ha scaldato le notti e i giorni dei primi uomini sulla terra; ha difeso le loro dimore e la loro vita dai pericoli di animali affamati e feroci; ha fuso altri elementi per costruire armi, adoperate poi per cacciare e per uccidere vite umane; è usato come mezzo di purificazione (pestilenza, colera), ma è usato anche come mezzo di magia. Il fuoco, quindi, sulla terra ha permesso di continuare la vita. A noi, però, interessa vedere che cosa esso ha rappresentato attraverso il tempo nella Parola di Dio dell'Antico e del Nuovo Testamento.

1. " Quando il sole fu tramontato ci fu un buio fitto, poi ecco un forno fumante ed una fiaccola infuocata passare in mezzo a quelle parti divise ": Dio fa alleanza con Abramo e nel buio più profondo fa splendere la sua luce sulla terra per contrarre un patto con una Sua creatura, una creatura umana, fragile e debole. E' dall'inizio del mondo che Dio vuole dare fiducia a questa creatura.

Il fuoco nell'A.T. non è divinizzato (come fanno alcune tribù o religioni), ma è solo utilizzato come segno che manifesta Dio. Si trova associato a segni o simboli contrari come soffio, acqua o vento, oppure sotto forma di " luce ".

Es 2, 23-25: " Frattanto il re d'Egitto morì. I figli d'Israele gemevano per il lavoro, gridarono, e la loro invocazione di aiuto dal lavoro salì fino a Dio. Dio udì il loro lamento, si ricordò della sua alleanza con Abramo, con Isacco e con Giacobbe. Dio vide i figli d'Israele e se ne prese cura ".

Nella quotidianità Dio si rivela a Mosè sull'Oreb:

Es 3, I ss.: " Mosè era pastore del gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian. ...Gli apparve l'angelo del Signore in una fiamma di fuoco, dal mezzo di un roveto. Mosè guardò: ecco che il roveto bruciava nel fuoco, ma il roveto non era divorato. ... togliti i sandali... ".

(Dovrà entrare a piedi nudi poiché attraverso il contatto diretto dei piedi col suolo santo si possa caricare di quel fluido vitale di santità che da esso sprigiona: Mosè scenderà dalla montagna tutto raggiante in viso!).

Es 34, 29: "Quando Moscè scese dal monte Sìnai, le due tavole della Testimonianza erano in mano sua, mentre scendeva dal monte, e Mosè non sapeva che la pelle del suo viso era raggiante, per aver parlato con Lui ".

(I músulmani lasciano le loro scarpe fuori della moschea, entrando in essa a piedi nudi).

Dio chiama a sé coloro che poi renderà puri col fuoco della fede ardente.

Sir 48, 1-3.7-9:

" Allora sorse Elia, un profeta come il fuoco, la cui parola ardeva come una fiamma. Egli portò su di essi la carestia, col suo zelo li ha ridotti di numero.

 

Con la parola del Signore ha chiuso il cielo e così fece scendere per tre volte il fuoco.

Hai sentito al Sinai il rimprovero, e all'Oreb il giudizio di condanna. Hai unto dei re per la vendetta e profeti che ti fossero successori. Sei stato preso in un turbine di f uoco con un carro di cavalli infuocati ".

Sir 49, 1 I: " Beati quelli che ti hanno visto e sono morti nell'amore, perché è certo che noi vivremo ".

Elia è sconfortato e sfinito per il comportamento del popolo che ha abbandonato l'alleanza.

Teofanie (=manifestazioni di Dio) profetiche

1 Re 19,11-12: " Di rimando sentì dirsi: 'Esci e stà sul monte davanti al Signore'. Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento grande e gagliardo, tale da scuotere le montagne e spaccare le pietre, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il sussurro di una brezza leggera ".

2 Re 2, Il - Is 6 - Ez I - Dan 7, 10-11

Teofanie del deserto

Il segno del fuoco come duplice portata simbolica:

a) rivelazione del Dio vivente;

b) esigenza di purità del Dio santo.

Dio ha parlato dal fuoco:

Dt 4, 11-12: " ... voi vi siete avvicinati e siete rimasti ai piedi della montagna; il monte bruciava nel fuoco che s'innalzava in mezzo al cielo: tenebre, nuvole e nembi. Vi ha parlato il Signore in mezzo al fuoco; udivate il suono delle parole senza vedere nessuna figura: soltanto una voce ".

Dt 5,4: " Il Signore parlò con voi sulla montagna in mezzo al fuoco faccia a faccia ".

Dt 5, 22-24: In questi versetti notiamo come il popolo di Dio scopre che può parlare con Lui e rimanerne vivo. Ecco perché si coprono il viso o chinano la testa quando il Signore parla loro: perché temono di non sopravvivere a quell'esperienza.

Mosè sull'Oreb vi rimane per quaranta giorni e quaranta notti senza sentire l'esigenza di toccare paiw e acqua: è il Signore che lo nutre e lo disseta con la Sua Parola.

Dio visto come un fuoco distruttore:

Dt 5,25-26 [Mosè]: "Ma ora perché dovremmo morire? Questo gran fuoco, infatti, ci divorerà. Se noi continuiamo a udire la voce del Signore nostro Dio, moriremo. Perché, chi è fra tutti i mortali che abbia udito la voce del Dio vivo che parla in mezzo al fuoco e sia rimasto vivo? ".

Dio visto come un fuoco divoratore:

Dt 5, 5: " Io stavo tra il Signore e voi in quel tempo per riferirvi le parole del Signore. Perché voi aveste paura del fuoco e non saliste stilla montagna ".

Solo una persona eletta, un puro, può mettersi alla presenza di Dio senza perire (Dt 4,33).

Dt 6,15: " ... perché il Signore tuo Dio, che sta in mezzo a te, è un Dio geloso; che non si accenda l'ira del Signore tuo Dio e ti faccia scomparire dalla faccia della terra ".

Es 34, 14 - Dt 5, 9

Annienta coloro che lo odiano e riempie di grazia coloro che lo amano e osservano i suoi comandamenti: Es 20, 5 - 34, 14 (un Dio geloso di altri dei).

L'olocausto innalzato a Dio quotidianamente, al mattino e alla sera, era da offrirsi nel Tempio con il suo rituale descritto in Lv 6,26-Es 29,38-42 Num 28, 3-8 - Ez 46, 13 s.

Lv 9,24: " Un fuoco uscì dalla presenza del Signore e divorò l'olocausto e le parti grasse. Tutto il popolo vide, eruppe in canti e cadde con la faccia a terra ".

Mediante il fuoco Dio gradisce il sacrificio dell'uomo, per suggellare con esso un'alleanza cultuale. Il fuoco visto anche come purificazione o come castigo:

Es 34,29 (il volto raggiante di Mosè); Dt 8,21 (il vitello d'oro bruciato nel fuoco); Num 16,35 (un fuoco uscì dal Signore e divorò i 250 uomini che presentavano l'incenso); Es 9, 23 (Mosè stese il suo bastone verso il cielo e il Signore diede tuoni e grandine, con fuoco che guizzò sulla terra, e il Signore fece cadere grandine sul paese d'Egitto).

L'ira di Dio come un fuoco, castigo degli empi:

Am 1, 4: "Manderò fuoco entro la casa di Cazaèl e divorerà i palazzi di Ben-Hadad ".

Am 2,5: "Manderò fuoco in Giuda e divorerà i palazzi di Gerusalemme ".

Il fuoco purifica le labbra di Isaia:

Is 6, 6-7: " Uno dei serafini volò verso di me tenendo nella mano un carbone acceso, che aveva preso con delle molle dall'altare. Egli mi toccò la bocca dicendo:

'Ecco, questo ha toccato le tue labbra;

la tua colpa è rimossa

ed il tuo peccato espiato' ".

Ger 23,29:

"Non è forse, così la mia parola: qual fuoco,

oracolo del isignore,

e qual mazza che spezza la roccia? ".

Un fuoco che purifica e rimuove il peccato, o come la Parola che spezza anche la roccia più dura del peccatore:

Zac 12,6: "In quel giorno farò dei capi di Giuda come una fornace di fuoco sopra la legna Come una fiaccola accesa sopra mannelli di paglia; divoreranno a destra e a sinistra tutti i popoli vicini ".

Alla fine dei tempi ci sarà un vero fuoco d'ira quando si abbatterà sul peccatore. L'annientamento di Sodoma e Gomorra:

Gen 19, 24: " Allora il Signore fece piovere sopra Sodoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco, provenient idal Signore, dal cielo ".

Is 30, 27 s.:

" Ecco il nome del Signore viene da lontano,

ardente è la sua ira, pesante il suo carico;

le sue labbra sono piene di furore,

la sua lingua è come un fuoco divorante... ".

In chiave apocalittica:

Is 66, 15 s.:

" Sì, ecco il Signore viene col fuoco,

i suoi carri sono come un turbine,

per riversare con sdegno la sua ira

e la stia minaccia con fiamme di fuoco ".

2. Nel N.T. il fuoco conserva anche il suo valore escatologíco tradizionale.

GESU' - annunciato come il vagliatore che getta la paglia nel fuoco (Mt 3, 10) e che battezza nel fuoco:

Mt 3, Il: "Io, sì, vi battezzo in acqua perché vi convertiate; ma colui che viene dopo di me è più forte di me, ed io non sono degno di portarne i calzari; è lui che vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco ".

Gv 15, 5-6: "Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me ed ioin lui, questi porta molto frutto, perché senza dime non potete far nulla. Se qualcuno non rimane in me, è gettato fuori come il tralcio e si dissecca; poi li si raccoglie e li si getta nel fuoco e bruciano ".

Me 9,43: " Meglio monaco che con tutte e due le mani ma nel fuoco inestinguibile della Geenna ".

Mt 13,42: " Gli iniqui e gli impostori saranno gettati nella 'fornace ardente'. Là sarà pianto e stridore di denti ".

2 Ts 1, 8: "Nel fuoco ardente, che farà vendetta su quanti non vogliono riconoscere Iddio né ubbidire al vangelo del Signore nostro Gesìi ".

Gc 5, 3: " Il vostro oro e il vostro argento si sono arrugginiti: la loro ruggine sarà testimonianza contro di voi e divorerà le vostre carni come fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni... ".

Eb 10, 27: " Ma solo inattesa terribile del giudice e il furore del fuoco pronto a consumare i ribelli ".

1 Pt 1, 7: " La fede preziosa più dell'oro che viene purificato dal fuoco ".

Lc 9, 54: " Accortisi di ciò, discepoli Giacomo e Giovanni dissero a Gesù: 'Signore, vuoi che diciamo che scenda il fuoco dal cielo e li distrugga?' ".

Ma Gesù li rimprovera per questo loro pensiero di vendetta verso i samaritani.

Lc 12, 49: " Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse già acceso! Devo ricevere un battesimo e grande è la mia angoscia finché non l'avrò ricevuto ".

Il fuoco di cui parla Gesù in quest'ora solenne è il fuoco della carità, dell'amore: quell'amore che divampa e brucia nel cuore dell'uomo, basta saperlo accendere!

La morte di Gesù sarà un vero battesimo di fuoco!

La liturgia della Pasqua parte da un fuoco che brucia e diventa cenere, ma anche accende Gesù, il cero pasquale, vera luce nella notte buia dell'uomo peccatore.

Con Gesù risuscitato c'è questo nuovo fuoco che arde e divampa, nel cuore dei due discepoli di Emmaus, e discende sugli apostoli e su Maria riuniti nel cenacolo nel giorno di Pentecoste:

At 2, 3: " Apparvero ad essi delle lingue come di fuoco che si dividevano e che andavano a posarsi s ciascuno di essi".

Attraverso il fuoco, che simboleggia lo Spirito, viene affidata la missione di diffondere a tutti gli uomini della terra la buona novella.

(continua)

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FONDAZIONE DEL III ORDINE DEI MINIMI

A TORONTO

 

Nel Natale del 1997 mandai al padre Dino Mandarino, della Comunità dei Minimi a Los Angeles, una lettera per gli auguri di occasione e, tra l'altro, manifestavo il desiderio di

introdurre il III Ordine dei Minimi a Toronto;

era già da tempo che ne parlavo, ma sembrava che le mie parole non trovassero eco positiva.

Qualche giorno dopo, chiamai per telefono e continuavo ad insistere nella richiesta di

dare inizio al III Ordine in Toronto. Il padre Dino, senza potermi dare una risposta, disse

solo che sarebbe andato a Roma per un incontro con i superiori maggiori dell'Ordine.

Ma io non capivo la ragione di quest'incontro. Al ritorno del padre Dino, mi affrettai a chiamare e mi diede la grande notizia: " Bruno, il III Ordine si può fare; puoi incominciare

a raccogliere i nomi degli interessati ". lo non persi tempo; sbalordito dalla gioia cominciai

ad entrare in contatto telefonico con varie persone e subito la lista arrivò al numero di trentadue.

Ad agosto del 1998, il padre Dino venne a Toronto per attendere a varie attività di ordine spirituale e convocammo una riunione che ebbe luogo nell'asilo delle Minime della Passione, con la presenza di Suor Maria Molinaro che era disposta ad accompagnare il nascente III Ordine.

Alla riunione si presentarono solo ventidue persone, il che non era, dopotutto, un numero di poco conto. Dopo circa due settimane si tenne un'altra riunione, per verificare ulteriormente quanti si sentivano chiamati a seguire il cammino spirituale di San Francesco di Paola come laici nel mondo. Le persone erano dodici, ma alla fine solo in sette si decisero ad iniziare l'anno di prova (=noviziato) il 20 settembre. Questi sette, fedeli alla chiamata, fecero la professione il 21 settembre del 1999. Allo stesso tempo, altri 5 candidati hanno iniziato il loro anno di prova.

Così la fondazione del III Ordine a Toronto, dopo le dovute autorizzazioni del Padre Generale, P. Giuseppe Morosini, e dell'Arcivescovo di Toronto, Card. Aloisio Ambrosic, è diventata una consolante realtà.

Ci auguriamo che molti altri vogliano seguire questo cammino di conversione, sulle orme del Nostro Santo, Francesco di Paola.

BRUNO PAVAN

presidente della fraternità

 

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NOTIZIE

"MINIME"

DALLE VARIE FRATERNITA

 

SAN PAOLO DEL BRASILE

Il giorno 25 aprile dell'anno 1999, festa del Buon Pastore, abbiamo celebrato nella nostra parrocchia di Nostra Signora del Carmelo in San Paolo, la festa del Santo Fondatore. Essendo la domenica nella quale la Chiesa cattolica celebra la Giornata mondiale dì preghiera per le Vocazioni, logicamente la festa ha avuto una speciale impronta vocazionale minima.

Uno dei momenti più importanti è stata la concelebrazione della messa delle ore nove, preceduta dalla processione con la statua di San Francesco, dal Seminarìo dei Minimi fino alla parrocchia. Celebrante principale è stato il delegato del P. Generale per il Brasile, il M.R.P. Saturnino Arto Sardina, con il Superiore P. Alvise Simonelli e P. Celio Ferreira concelebranti. La chiesa era stracolma con la significativa partecipazione di molti fedeli del gruppo degli "Amici di S. Francesco che indossavano una maglietta bianca con stampata l'effigie del Santo. Un buon numero di questi già si sta preparando per formare un gruppo di Terziari qui in San Paolo del Brasile. Il gruppo dei nostri otto

Chierici, al momento dell'omelia, ha rappresentato,

per venti minuti, la vita di S. Francesco nella scelta della sua vocazione e nel momento di accogliere i primi confratelli nell'eremo di Paola.

Un secondo momento molto importante è stata la fraternizzazione " con il pranzo nel Seminario. Noi ;adri abbiamo messo a disposizione i locali e i buoni amici di S. Francesco hanno offerto il pranzo, preparato comunitariamente con varie cuoche specializzate.

La festa è riuscita bene, incoraggiando tutti a continuare nell'amore a testimonianza di S. Francesco. Non sono mancate molte foto ricordo dei principali momenti della celebrazione eucaristica e della cordiale confraternizzazione.

 

 

SAN PAOLO (BRASILE): Il gruppo degli " Amíci di S. Francesco" insieme con i Padri e i chierici della comunità minima

 

 

 

MASSA LUBRENSE / Convento S. Francesco

Puntualmente, come ogni anno, anche questa volta il 29 settembre abbiamo dato inizio all'anno sociale " minimo - 1999-2000, con l'animo e l'entusiasmo prevedibili in chi sta per lasciare questo secolo e millennio, per inoltrarsi con fantasia creativa verso il 21' secolo e il terzo millennio dell'era cristiana.

Riunione straordinaria, presenti i sette novizi della Fraternità. Celebrazione eucaristica con canti e rituale ad hoc, festino nel chiostro con la presenza di amici ed invitati della Frazione, hanno costituito i momenti salienti della giornata

In preparazione alla grande festa del Giubileo ormai alle porte, con animo grato a Dio datore di ogni bene e impegnati nel lavoro di riconciliazione attraverso la conversione, i '1 Consiglio ed alcuni voienterosi, partecipano l'ultimo sabato del mese a Pozzano, ad una riunione di formazione permanente insieme con gli altri delle Fraternità della Campania. Ad animare le sedute sono il P. Provinciale, P. Aldo Della Monica e il Delegato, P. Cataldo Di Maio.

Con lo stesso spirito abbiamo seguito i lavori del Convegno diocesano sul tema - Giubileo e Riconciliazione ", tenutosi a Sorrento il 15 e 16 novembre u.s., ascoltando con interesse le dotte relazioni di sacerdoti, laici e religiosi, nonché le indicazioni pastorali del nostro amato arcivescovo Mons. Felice Cece.

Carmela Pollìo

delegata stampa

 

MASSALUBRENSE / Convento dell'Annunziata

li 29-9-1999, festività di San Michele Arcangelo, con una solenne celebrazione liturgica, è iniziato l'anno sociale 1999-2000, con la guida del nostro Assistente, P. Cataldo Di Maio. Ricordiamo le fasi salienti dell'anno sociale trascorso.

lnnanzitutto il rinnovo del consiglio direttivo, in cui sono state elette: Presidente: Lucia Ruocco; Delegata alla formazione: Angela De Gregorio; Delegata stampa: Carrnela Pollio; Economa: Laura Mase e Segretaria: Agata Russo.

Nel mese di novembre i ragazzi della nostra frazione hanno formato un gruppo detto: " G.A.F. " gruppo amici di S. Francesco. Il loro ideale è vivere la vita cristiana ispirata alla spiritualità del Santo di Paola: umiltà, penitenza e carità. Abbiamo partecipato numerosi alle funzioni dei Tredìci Venerdì in onore di S. Francesco e alle conferenze che si sono svolte a Pozzano una volta al rinese. Ci riuniamo il primo venerdì e la terza domenica di ogni mese.

Quest'anno, dal 23 al 31 maggio, si sono svolti i festeggiamentí in onore di S. Francesco di Paola: patrono dei marittimi e operatore di pace. I festeggiamenti sono iniziati il 23 maggio, con l'arrivo da Palermo del Bastone Santo; è seguita una settimana di preghiera dedicata ai fanciulli, ai giovani, agli anziani, agli ammalati, alle vocazioni, ai terziari, ai benefattori e ai marittimi.

Dornenica, festa del Santo, alle ore 10 si è tenuta la concelebrazíone eucaristica presieduta dal nostro Pastore, Ecc.za Rev.ma Mons. Felice Cece; il pomeriggio si è svolta la processioni per le vie del paese. Ogni anno i Terziari uomini e altre persone aiutano per la buona riuscita della festa. Ouest'anno due lutti hanno colpito la nostra piccola fraternità: il 29-11-1998 è deceduta la sig.na Fortunata Coppola, terziaria tra le più anziane e che per molti anni è stata Presidente del Terz'Ordine; il 4-9-1999 è venuta a mancare la sig.ra Giuseppina Mase. Al marito e alle figlie, anch'essi terziari, le più sentite condoglianze.

Quest'anno sette postuianti hanno iniziato l'anno di prova per essere futuri Terziari. Nel mese di giugno abbiamo avuto il piacere di avere con noi la Presidente del T.O.M., Gabriella Tomai. Nello stesso mese, per tre giorni, la nostra Presidente, Lucia Ruocco, ha partecipato al Congresso Nazionale che si è tenuto a Sacrofano.

Agata Russo

Segretaria

 

VICO EQUENSE / Convento di S. Vito

La Fraternità del T.O.M. si è impegnata nella promozione di momenti di meditazione e di spiritualità, ma anche in attività " concrete " che sono sfociate nella crescita della " Charitas Conventuale ". La comunità dei fedeli ha risposto Positivamente all'appello rivolto loro, sostentando materialmente e soddisfacendo le svariate esigenze di tutte quelle famiglie trovatesi in situazioni di necessità.

Grande entusiasmo hanno suscitato sia il " Campo Scuola Vocazionale " tenuto nei locali del Convento dal 19 al 21 luglio con la partecipazione di 16 ragazzi, sia il " Campo Scuola dei giovani " svoltosi dal 2 al 5 agosto con la partecipazione di 26 unità.

li 23 marzo u.s. si sono tenute le elezioni del nuovo Consiglio Direttivo, debitamente preparate nelle adunanze precedenti. Sono risultati eletti: Giovanni Cinque, Elena Cioffi, Anna Savarese, Giuseppe Carbone e Mario Verde. Gli eletti, poi, a scrutinio segreto, hanno scelto come presidente la sig.ra Anna Savarese, che, successivamente, ha affidato le deleghe. Segretaria: Giovanna Cinque; economa: Elena Cioffi; delegato alla formazione: Giuseppe Carbone; delegato stampa: Mario Verde.

Prima di procedere alle elezioni, a nome dei Terziar@ della Fraternità, il nostro Assistente, P. Damiano M. La Rosa, ha ringraziato i membri uscenti del Consiglio per il proficuo lavoro svolto ed al termine, innanzi all'altare del N. S. Padre, ha formulato auguri di buon lavoro ai neo-eletti.

Domenica 20 giugno si sono tenuti i solenni festeggiamenti in onore del nostro Padre Fondatore. Nel pomeriggio si è svolta la processione: la statua del Santo è stata portata per le strade della borgata, preceduta dai ragazzi della G.I.M., dai Terziari e dai religiosi del locale convento, accompagnata da una banda musicale e seguita da tanti fedeli. Al termine della processione, Padre Damiano M. La Rosa, Correttore del Convento, ha dato il benvenuto al M.R.P. Aldo Della Monica, nostro amato Padre Provinciale, che ha celebrato la Santa Messa.

La festa è stata preceduta da un triduo di preparazione che si è svolto nei giorni 17, 18 e 19 giugno.

Don Giuseppe Currò e P. Gian Franco Scarpítta hanno illustrato il carisma e la figura del Santo Paolano nelle loro omelie. Venerdì 18 giugno, durante il triduo, hanno iniziato il pre-noviziato Maria Cioffi e Sonia Curto, mentre sono state ammesse all'anno di prova Maria Cioffi fu Raffaele e Gemma Ercolano. Esse seguiranno il corso di formazione come stabiliscono le Costituzioni per approfondire la conoscenza della spiritualità e della storia del Terz'Ordine.

Nel corso della stessa funzione sono state ammesse alla professione Maria Cioffi fu Natale e Anna Maria D'Esposito. Esse continueranno la formazione assieme agli altri terziari della nostra Fraternità, seguendo il programma del prossimo anno sociale.

Un evento importante per la Comunità.,,infine, è stata la Visìta Canonica del Padre Generale, Rev.mo P. Giuseppe Fiorini Morosini. Egli ha invitato, sia i terziari, sia tutti i fedeli, a seguire la via indicata dal Signore, invocando anche l'intercessione di S. Francesco, affinché si realizzi il rinnovamento e la conversione dei cuori.

 

PAOLA / Santuario S. Francesco di Paola

La Fraternità del T.O.M. di Paola, il 5 giugno 1999 si è riunita per le elezioni e il rinnovo del Consiglio di Fraternità per il triennio 1999/2002. L'inizio è stato alle ore 15, in Basilica, dove ci siamo riuniti in preghiera, recitando il Rosario e invocando lo Spirito Santo su ciascuno di noi, per illuminarci e riempirci dei suoi santi doni. E' stato un momento molto suggestivo e appagante. Nonostante la giornata di estremo caldo, nutnerosi sono stati i terziari presenti per adempiere al proprio dovere; tra di noi anche la piacevole presenza del Presidente Provinciale del T.O.M., Angelo Domma, giunto a Paola per l'occasione.

Ci siamo recati, poi, nella Sala Rossa del Santuario, luogo delle nostre adunanze. Il Presidente uscente, Antonio Soria, ha esposto una relazione, nella quale ha sottolineato alcuni punti: " E' necessario sempre l'impegno costante per approssimarci alla realizzazione della duplica finalità dei terziari: la santificazione personaie seguendo la via evangelica tracciata da San Francesco; l'animazione cristiana nel mondo.

Dobbiamo scoprire che la nostra vocazione è per il mondo, in quanto facciamo parte della chiesa e quindi deve essere superata una visione intimistica dell'essere terziari, scoprendo, quindi, la strada dell'essere fermento della società

E' seguita la relazione e resoconto dell'economo-, grande è stata la commozione quando si è parlato delle messe celebrate in suffragio dei numerosi terziari defunti che sono tornati alla Casa del Padre, ai quali ultimamente si è aggiunta l'immatura scomparsa della sorella Dorina.

Abbiamo continuato con la preghiera del Vespro e dopo la lettura breve si è dato inizio alle elezioni. Il nuovo Consiglio è così risuitato il seguente: Antonio Soria, Adele Calomìno, Giovanna Pizzo, Rita Patitucci, Francesco Riggio.

Abbiamo continuato la preghiera del Vespro e alla fine auguri e abbracci ai neo-eletti. Alle ore 19 S. Messa in Basilica. Invece il neo-Consiglio, con la presenza del Presidente Provinciale, ha continuato la riunione per eleggere il Presidente di Fraternità. A maggioranza è stato rieletto Antonio Soria.

II 10 giugno 1999 il neo-Consiglio, con il Padre Assistente Fra Michele Veltri, si è riunito per assegnare ad ogni membro il proprio ruolo.

Prima, però, Fra Michele li ha esortati a intraprendere un cammino lavorando con coscienza, umiltà e carità ed essere di esempio e aiuto a tutta la Fraternità.

Il Consiglio di Fraternità ha provveduto a completare gli incarichi: Antonio Soria, Presidente; Adele Calomino, Segretaria; Francesco Riggio, Economo e vice-delegato di Formazione-, Rita Patitucci, Vice-economo e coordinatrice gruppo liturgico; Giovanna Pizzo, Delegata stampa.

Inoltre, il Direttivo all'unanimità ha dato l'incarico di delegato alla Formazione al fratello Gennaro Gugiìelmo, anche se non facente parte del Consiglio, ma ritenuto valido ad assolvere questo ruolo.

Finita la pausa estiva, la nostra Fraternità il 23 settembre si è riunita per l'apertura dell'anno sociale

1999-2000. Appuntamento sul piazzale del Santuario, inizio ore 17 con la recita del S. Rosario meditato ]ungo la zona dei miracoli, incominciando dalla fonte della " cucchiarella ", sosta alla grotta, luogo di conversione ", per giungere poi al - romitorio ", luogo mistico, che infonde pace, serenità, emozione e nel silenzio assoluto quasi si avverte la presenza del nostro Padre Fondatore, oserei dire che si sente il suo respiro. Dopo le litanie abbiamo concluso con il canto del " Brutio Natiis

Ci siamo recati. poi, nella Sala Rossa per un breve incontro. li nostro P. Assistente, Fra' Michele Veltri,

ha informato sugli incontri da tenere. Inoltre ci ha ricordato che una comunità per crescere deve arricchirsi di due cose:

" conversione " rapporto con Dio, con me stesso e con gli altri, depo.-;-e la nostra mentalità per entrare nella mentalità di Dio;

" comunione " alla base della comunione c'è il perdono, in una comunità non ci devono essere torti. Solo così si può arrivare alla santità.

Quando ci incontriamo, o anche in famiglia, è necessario riproporre la preghiera del S. Rosario, anche con poche " Ave Maria ", ma è essenziale la meditazione del Mistero

S. Francesco ci insegna che la pura e assidua orazione dei giusti è una grande forza e come un fedele messaggero compie il suo mandato, giungendo là dove non può arrivare la carne.

Ha avuto seguito la S. Messa in Basilica, presieduta dal nostro P. Assistente.

Con l'intercessione di S. Francesco, la guida dello Spirito Santo e la protezione della Madonna, ci auguriamo un anno di buon lavoro.

Giovanna Pizzo delegata stampa

 

SAMBIASE / Parrocchia S. Francesco di Paola

La Fraternità T.O.M. di Sambiase ha vissuto un anno intenso di avvenimenti. In ottobre ha avuto la visita Canonica del Correttore Generale (che per noi rimane sempre - il nostro P. Giuseppe .), momento sublime, dove abbiamo veramente avuto la sensazione che San Francesco passasse tra di noi. Con la sua umiltà, con la capacità di attirare le persone a sé, ma anche con la severità che serve a tutti. Il 24 gennaio ha festeggiato i 60 anni di fondazione, con immensa gioia, in forma alquanto semplice, dove sono state consegnate delle pergamene-ricordo, innanzi tutto alla consorella Angela Mercuri, fondatrice del T.O.M. a Sambiase, e ai confratelli che ricordano 1, 10, 20, 25, 50 anni di professione.

Nella stessa occasione due confratelli, Domenico Pullia e Teresa Guadagnolo, festeggiavano 60 anni di matrimonio.

Un ricordo meraviglioso ha lasciato in tutti noi la visita del neo-sacerdote della Repubblica Ceca, sia perché ci sentiamo legati a quella terra per un gemellaggio esistente da tempo, sia perché la sua figura emanava una luce particolare.

Il 27 marzo ci siamo recati a Paola per ricordare la nascita del Fondatore, visitando la casa natale, che ci e stata illustrata in modo esauriente dalla consorella di Paola Loredana Sala.

Il 10 aprile un gruppetto di noi si è recato ad Acquaviva delle Fonti per 'gioire, ringraziare il Signore e pregare insieme a P. Franco Russo come componenti della stessa famiglia.

I n maggio, Sambiase festeggia solennemente San Francesco. Durante il novenario, nella giornata dedicata al T.O.M., c'è stata l'ammissione al noviziato e la professione di alcuni confratelli. In preparazione al cambio della guardia " della Fraternità, il 7 giugno ci siamo raccolti per una veglia silenziosa allo Spirito Santo, guita dalla celebrazione della S. Messa.

 

 

SAMBIASE: I neo-professi al T.O.M. insieme con la Presidente e il P. Assistente della Fraternità

L'8 giugno, alle ore 18, in un clima sereno e con una numerosa presenza di confratelli, abbiamo recitato il S. Rosario, dopo di che il Presidente Provinciale ha espresso un suo pensiero. La Presidente uscente ha letto una sua relazione, dove illustrava il lavoro svolto in questi sei anni e si congedava serenamente dalla Fraternità. Ha preso la parola il P. Assistente che ha dato il via alle votazioni, nelle quali sono risultati eletti: Gaetano Tiide, Teresa Paonessa, Domenico Famularo Rita Vincenti, Luciana Rocca.

La sottoscritta, in qualità di Presidente uscente, porge al nuovo Consiglio i suoi saluti più affettuosi e l'augurio di un triennio ricco di ogni bene.

Per metterci sotto la protezione della Vergine SS.ma, sia come Consiglio neo-eletto, sia come Comunità tutta,. siamo andati in pellegrinaggio al santuario di Montevergine (AV), il giorno del S. Cuore di Maria.

 

 

 

SAMBIASE: La Presidente della Fraternità offre una statua di S. Francesco al Presidente Provinciale in segno di ringraziamento

 

Il 19 giugno la Fraternità si è stretta attorno a Tiziana Tropea, nostra giovane terziaria, che si è unita a Mario Caputi, presente il Presidente Provinciale che ci è costantemente accanto. Auguri ai novelli sposi!

Per ultima ho lasciato l'esperienza, la gioia, la cominozione che abbiamo portato a casa dopo essere stati presenti alla professione di Suor Teresa Maria del Sacro Cuore di Gesù Lucchìno (nostra concittadina), diventata monaca il 10 giugno nel Monastero di Paola. Ouello che non dimenticherò mai è il suo sorriso, la gioia nei suoi occhi e il timbro di voce al momento della professione.

Infine, dopo aver partecipato al nostro Congresso Nazionale, ci siamo concessi un meritato periodo di riposo.

Teresa Paonessa

 

MILAZZO / Santuario S. Francesco di Paola

Domenica 3 ottobre 1999 si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Consiglio di Fraternità (triennio 19992002. Ha presieduto l'assemblea il nostro Assistente P. Giuseppe Ceglia, richiamandoci alla scelta di persone che si possano dedicare esclusivamente al T.O.M. senza impegni in altri gruppi ecclesiali.

Dopo la celebrazione del Vespro si è proceduto alle votazioni. Il nuovo Consiglio di Fraternità risulta così composto: Presidente: Maria Amato-, Vice Presidente- Segretario: Antonino Corso; Economo: Salvatore Del Bono, Delegato alla formazione- Alessandro Trimboli; Delegato stampa e responsabile G.I.M. (Gioventù Minima): Salvatore Salmeri.

La Fraternità tutta augura alla Presidente e al neoConsiglio di svolgere un proficuo lavoro, soprattutto in quest'anno giubilare e di essere guida sicura nel cammino verso l'imminente terzo millennio, al fine di interiorizzar- sempre più l'insegnamento del Santo Padre Francesco, scoprendo e incarnando la sua spiritualità anche oggi sempre attuale.

Quest'anno la nostra Fraternità ha avuto la gioia di avere cinque ammessi alla Professione e due ammessi all'anno di Prova. Le Professioni si sono svolte il 30 aprile scorso, giorriata dedicata al T.O.M., durante la Celebrazione Eucaristica presieduta dal P. Leonardo Messinese, Delegato Generale T.O.M., in occasione dei solenni festeggiamenti in onore di S. Francesco di Paola, Compatrono della città di Milazzo.

Hanno emesso la Professione: Adele Davì, Candida Milone, Carmela La Malfa, Giuseppe Labolina, Mariano Alioto. Sono state ammesse all'anno di prova: Rosaria Cambria e Maria Ragini.

A tutti loro l'augurio di impegnarsi con perseveranza per crescere sempre più nella carità.

Alessandro Trimboli

delegato alla formazione

 

MARSALA / Parrocchia S. Francesco di Paola

Sebbene con un po' di ritardo, siamo ben lieti di informare, tramite Charitas ", che nella nostra Fraternità di Marsala, il 7 maggio 1999, durante il novenario in onore di S. Francesco di Paola, nelle mani di P. Juan Fernando Ramirez Escobar, ci sono state le nuove ammissioni all'anno di prova nel T.O.M. e alcune Professioni.

Hanno incominciato a sperimentare la vita del Terz'Ordine le signore: Giuseppa Bonafede, Paola Bonetti, Mattia Cirobisi e Vita Urso.

Hanno concluso l'anno ed emesso la Professione le signore: Rosa Maria Aiagna, Maria Adragna e Angela Rodriguez.

Diamo anche informazioni riguardo alle elezioni per il nuovo Consiglio di Fraternità T.O.M., che si è svolto il 28 maggio 1999 per il triennio 1999-2002. Ha presieduto il nostro Assistente P. Giovanni Nuzzo, presente un folto gruppo di Terziari.

Dopo la preghiera si è passati alle votazioni. li Consiglio di Fraternità è risultato composto da: Anna Fici, Presidente; Cosímo Marino, Segretario; Maria Ballarò, Economa; Serafina Soldano, delegata alla formazione;

Giuseppa Toto Graffeo e Angela Mauro, Delegate Charitas; Giuseppa Fiocca, Delegata stampa.

Tutti i componenti della Fraternità augurano buon lavoro alla Presidente ed al Consiglio.li 30 giugno 1999 abbiamo chiuso l'anno sociale con un giorno di ritiro spirituale e di preghiera al S. Padre delle Perriere. Ricordiamo, infine, la cara Terziaria Dorotea Centonze, che ci ha lasciati all'età di 95 anni, il 10 agosto 1999. Era terziaria dal 28 aprile 1968.

Anna Fici

presidente

MARSALA: Un momento del rito della Professione al T.O.M.

 

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I NOSTRI MORTI

FRATERNITA DI MASSALUBRENSE-ANNUNZIATA

Fortunata Coppola

Giuseppina Mase

FRATERNITA' DI ROMA-MONTI

Nata il giorno 1 marzo 1921 ad Alatri (FR) e deceduta il 3 ottobre 1999 a Roma. Era terziaria dal 1950. Visse di lavoro e si nutrì di fatiche e di affanni che tolse ai suoi cari. Il Signore, chiamandola, disse: vieni, riposati con me.

Elena Papitto in D'Ascenzi

 

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INDICE GENERALE DELL'ANNATA

1 9 9 9

Gennaio-Marzo n. 1-3

1 La beatificazione del P. Nicola Barré

2 La spiritualità di 'Nicola Barré, di Sr. MARIA AsUNCIóN BRANDOLY

3 I nuovi areopagbi cbe ci interpellano come Minimi (Il), di LEONARDO MESSINESE

29 Laici terziari, di NINO CORSO

33 Incarnalionis Mysterium (I), di GIOVANNI PAOLO Il

43 Notizie " Minime "

3a di copertina: I nostri morti

 

 

Aprile-Giugno n. 4-6

45 Alla vigilia del Congresso, di L. M.

46 Programma del VI Congresso Nazionale T.O.M.

47 P. Nicola Barré: una sfida per la spiritualità laicale, di GABRIELLA TOMAI

53 I nuovi areopaghi cbe ci interpellano come Minimi (III), di LroNARDO MESSINESE

66 Il Congresso della Provincia di " Gesù e Maria ", di ROBERTA BERRONE

72 Relazione della Presidente Provinciale, ADRIANA FORTINI

81 Incarnationis Mysterium (Il), di G'OVANNI PAOLO Il

94 Notizie "Minime"

 

 

Luglío-Otlobre n. 7-1 0

101 Atti del VI Congresso Nazionale del Terz'Ordine dei Minimi, di L. M.

102 Cronaca del Congresso, di ANTONIETTA SACCOTELLI

108 Saluto del P. Delegato Generale, P. LEONARDO MESSINESE

110 Saluto del P. Generale, P. GIUSEPPE FIORINI MOROSINI

117 La spiritualità laicale minima: profezia di novità, di LEONARDO MESSINESE

134 Fotocronaca del Congresso

139 La spiritualità laicale minima: profezia di novità per il terzo millennio, di GABRIELLA TOMAI

144 Relazione della Presidente Nazionale, GABRIELLA TOMAI

149 Relazione del Presidente Provinciale di Paola, ANGELO DOMMA

158 Relazione della Presidente Provinciale di Genova, ADRIANA FORTINI

167 Relazione del Presidente Provinciale di Napoli, NINO CORSO

 

Novembre-Dicembre n. 11-12

169 Dopo il Congresso, di L. M.

170 Decreto di nomina della Presidente Nazionale

171 La riunione del Co nsiglio Nazionale T.O.M.

174 Lettera della Presidente Nazionale, GABRIELLA TOMAI

177 Progetto unitario del Terz'Ord-l;ne dei Minimi

179 Scheda n. 3: Carità

190 Il Giubileo dei Laici Minimi, di P. CATATDO Di MAIO

195 Il " ftíoco " nella Sacra Scrittura e nella vita di San Francesco di Paola (I), di ANTONIO CARIATI

203 Fondazione del III Ordine dei Minimi a Toronto, di BRUNO PAVAN

205 Notizie " Minime "

219 I nostri morti

220 Indice generale dell'annata 1999

 

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